LETTERA A NONNO GINO

LETTERA A NONNO GINO DA FRANCESCO

Ciao nonno
Negli ultimi tempi un numero imprecisato di domande affollavano la tua testa:
Dove ho messo gli occhiali? Dov’era via Quinto Fabio Pittore? Cosa mi aveva detto di comprare Bruna?………..Chi è Bruna?
Col passare del tempo ti eri perso per strada un po’ di “effetti personali” e per quanto ti sforzassi non ti riusciva di ritrovarli. Io ti guardavo mentre cercavi di ripescare dalla tua testa indisciplinata, un ricordo, una parola un tragitto dell’autobus (in cui eri così ferrato) e spesso ero io ad insistere perché in fondo ero io che volevo convincere me stesso che tutto era come prima. Avrei voluto aiutarti, entrare nella tua testa e fare un po’ di ordine, avvicinare il tuo mondo al mio e a quello di tutti:
Rocchetta è vicino ad Amatrice non al mare, Corvaro in montagna non in cima alla salitella e Ostia ti ricordi Ostia, ci portavi i tuoi nipoti l’estate, vicino a casa di tua sorella. Negli ultimi tempi avevi forse acquisito delle bizzarre capacità di sintesi. Tutto si mischiava e veniva fuori insieme come una grande sfera piena di ami da pesca: Provavi a prenderne uno solo ma venivano fuori tutti gli altri aggrovigliati. Ma forse avevi ragione te , a cosa serviva ricordarsi dov’era via Quinto Fabio Pittore. Perché in fondo più le cose ti sfuggivano di mano e più diventavi vulnerabile, e più diventavi vulnerabile più veniva voglia di abbracciarti e dirti non ti preoccupare nonno hai fatto talmente tanto in 80 anni che non serve fare altro.Ci pensiamo noi a te, tu vai a chiudere le serrande ma non troppo presto che nonna si arrabbia. Aspetta almeno che faccia buio.
Non ti preoccupare nonno le ho trovate io le cose che cercavi, le hai lasciate tutte a casa tanta era la fretta con la quale sei andato via. E ogni giorno ritrovo qualcosa sai.
Quando suono a casa tua mi sembra di sentire ancora la tua voce a mozzichi e bocconi perchè in 50 anni non avevi ancora imparato ad usare il citofono.
Le parole crociate sono ancora nel mobiletto insieme alle carte da gioco le camicie nel cassetto le tue chiavi di casa, i tuoi occhiali. E ci sei anche tu che entri in casa dicendo la solita frase:”So io”, ci sei anche tu seduto in balcone a leggere il giornale mentre io sono dentro a guardare la televisione. Mi sembra di vederti dal vetro della finestra che mi guardi…. Quanto ti voglio bene nonno.
E ci sono ancora le tue Brune, tutte quante, la moglie la mamma la nonna, una sola ma vale per 100! E se qualcosa me la sono persa anch’io basta chiedere a lei che si ricorda tutto di te.
Ecco perché non ti ritrovavi più ultimamente. Una parte di te si era già staccata e aveva ricominciato un’altra vita e più te ti allontanavi più lui prendeva possesso delle tue cose delle tue abitudini. E’ lui che vive ancora nel nostro ricordo, gira nella tua casa con lo stesso sguardo dolce e un po’ comico di sempre e io lo vedo ancora vicino a me come se non fosse trascorso neanche un giorno.
Ho ritrovato tutti i tuoi “effetti personali” nonno e quelli se non ti dispiace non te li restituisco li tengo con me… Per sempre.
Francesco