TRILUSSA

Nell’autunno romano del 1871, il 26 ottobre, Carlotta Poldi dà alla luce il suo secondogenito, Carlo Alberto. Sarta, nativa di Bologna, Carlotta ha sposato il cameriere Vincenzo Salustri, di Albano Laziale, mettendo su una famiglia onesta ma di modestissime condizioni economiche che prende casa in via del Babbuino, al numero 114, a Roma. Oltre alla scarsità di mezzi, i Salustri sembrano perseguitati dalla sfortuna: nel 1872 muore per difterite la piccola Isabella, sorella di Carlo Alberto, a soli tre anni e, nel 1874, viene a mancare anche Vincenzo.

Totò e la sua livella

da www.biografieonline.it/biografia-toto
Antonio De Curtis, decisamente più conosciuto come Totò, nasce a Napoli il 15 febbraio 1898, in via Santa Maria Antesaecula (rione Sanità), al secondo piano del numero civico 109. La madre, Anna Clemente, lo registra all’anagrafe come Antonio Clemente e nel 1921 sposa il marchese Giuseppe De Curtis che successivamente riconosce Antonio come suo figlio. Nel 1933 il marchese Francesco Maria Gagliardi adotta Antonio trasmettendogli i suoi titoli gentilizi. Solo a partire dal 1946 il tribunale di Napoli gli riconosce il diritto a fregiarsi dei nomi e dei titoli di: Antonio Griffo Focas Flavio Dicas Commeno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio, altezza imperiale, conte palatino, cavaliere del sacro Romano Impero, esarca di Ravenna, duca di Macedonia e di Illiria, principe di Costantinopoli, di Cicilia, di Tessaglia, di Ponte di Moldavia, di Dardania, del Peloponneso, conte di Cipro e di Epiro, conte e duca di Drivasto e Durazzo.

MADRE TERESA DI CALCUTTA

Madre Teresa di Calcutta Il meglio di te L’uomo è irragionevole, illogico, egocentrico: non importa, amalo. Se fai il bene, diranno che lo fai per secondi fini egoistici: non importa, fa il bene. Se realizzi i tuoi obiettivi, incontrerai chi ti ostacola: non importa, realizzali. Il bene che fai forse domani verrà dimenticato: non importa, […]

Gabriel García Márquez

MORTE….Lei gli domandò in quei giorni se era vero, come dicevano le canzoni, che l’amore poteva tutto. – È vero – le rispose lui – ma farai bene a non crederci. »
Qualsiasi cosa sua le provocava il pianto: il pigiama sotto il guanciale, le pantofole che le erano sempre sembrate da infermo,…………………….